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the art of Gaytama Paolo

La pittura dell'Anima di Paolo Melodia

Quadri olio-acrilico 1989-2010

é vietato riprodurre le opere senza il consenso dell'autore n. posizione siae 219581

Visione (2010)

Acrilico su tela 186 x 67

 

Visione avuta dall’autore negli anni 80. Appena coricato, senza alcun preavviso, egli si è improvvisamente sentito e visto in piedi, su questa stradina declinante nella valle, dove dalla cappa nuvolosa al suolo scendeva una impressionante luce di potenza senza misura.

 

Sebbene durata pochi secondi, rimase tanto indelebile da essere uno dei motivi per cui l’artista si decise a prendere il pennello in mano per portare all’esterno la propria rappresentazione del mondo.

 

Nel primo tentativo il pittore non riuscì minimamente ad avvicinarsi all’esperienza avuta, ed il quadro fu cestinato. La sua vivida impressione era di essere lì in quella scena, come in una vera esperienza, e non come una possibile rappresentazione simbolica di qualche stato interiore ( anche se naturalmente non lo possiamo escludere ), e che quell’evento non fosse transitorio ma che potesse durare da un tempo indefinito.

La descrizione della cittadella fortificata è relativamente approssimata, sebbene di forma quadrata e di ricordo medievale, perché durante la visione, l’autore aveva l’attenzione focalizzata sulla fonte di luce.

 

Appena ripresosi dallo spazio della visione, e tornato allo stato normale, una delle domande che gli vennero da porsi, fu se avesse vissuto qualcosa di appartenente a questo pianeta, o se fosse mai possibile aprire improvvise finestre su altri mondi…..?

 

1° premio concorso "THE 3th INTERNATIONAL FORUM OF ART AND ESOTHERISM "

 

a cura di "www.milanoartsfestival.beepworld.it " Milano 25/11/2011

Il sigillo di Yah-el (2010)

 

Acrilico su tela 74 x 104

In un infuocato tramonto di inizio millennio, preludio di un possibile nuovo giorno per questa umanità, un filo d’argento attraversa lo spazio ed il tempo. E’ il filo di vita che scorre dal primo dei suoi giorni e non avrà più fine.

 

C’è un periodo durante il suo percorso, dove vita e ricerca spirituale di realizzazione, verità e perfezione si identificano.

Questo momento è rappresentato dal filo che si liquefa nel fiume di esperienze del trascendente, dove recuperare le energie per compiere “l’opera” di trovare il mitico albero dai sette frutti d’oro e potersene cibare.

 

Questi frutti sono potenziali energie che, riconosciute e ricomposte come un tutto armonico, permettono l’accendersi ed il brillare della nostra luce come una vera stella.

Durante questo sforzo di ricerca, le forze angeliche, che da sempre lavorano per l’evoluzione dell’umanità, ci vengono in aiuto per superare momenti di difficoltà ed ostacoli che sembrano insormontabili. La ragazza alata, è la parte femminile della nostra anima che si fa sensibile agli influssi vitalizzanti dell’angelo. Essa poggia sul piano mentale equilibrato dall’intersecarsi dei due triangoli formanti la stella di Salomone e dove si può richiamare la presenza angelica tramite il suo nome energetico.

 

Zingara che legge i fondi di caffè (2010)

 

Acrilico su tavola telata 90 x 60

 

Sul tavolo, alcuni dei tradizionali strumenti della divinazione, tra i quali prende di diritto posto anche il caffè, che dopo aver donato il piacere intenso del suo aroma e assaporato tutta la soddisfazione del suo gusto, ancora ci gratifica con ulteriori compiacimenti, permettendoci di farci indovini leggendone i fondi rimasti a tingere variamente il letto della tazzina.

 

Questa pratica è definita“caffeomanzia” e fu ereditata dalla tradizione turca.

 

Dall’intangibile piano delle semplici ed immutabili leggi rappresentato dal tetraedro, si discende fino a questa natura, dove tutto diviene complesso, inestricabile e nebbioso, come il fumo degli incensi nel vano sul carro della nostra zingara.

 

In questa dimensione misteriosa, la sfera di cristallo con il suo mondo sottosopra, ci dice che al contrario dell’uomo comune, che cerca nel mondo concreto e sensibile la spiegazione del divenire umano tale da soddisfare i bisogni della sua razionalità, la nostra veggente, è certa che ogni causa è da ricercarsi nelle occulte forze che si muovono nell’invisibile.

 

Questo mondo, così imperscrutabile agli occhi profani, si riflette nella nostra vita e per lei si manifesta in una serie innumerevole di segni da cogliere, da indovinare o percepire.

 

Ecco che dalla apparente casualità della disposizione dei fondi di caffè, la nostra maga, vedrà le ombre riflesse di un futuro forse già scritto, oppure userà il pendolino che con il suo flebile movimento le dirà cosa è bene o male o leggerà il libro che dice ogni cosa con le immagini, ma solo a chi lo sa leggere, a chi abbandonandosi medianicamente si apre alla visione intuitiva.

 

Tra queste carte, due sono scoperte, il “Bagatto” che rappresenta normalmente il postulante ma anche il mago o l’artista che può mettere il suo pennello al posto della bacchetta nella mano alzata del bagatto, ed il “carro” che vuole essere di buon auspicio per la riuscita dell’opera, con l’artefice saldo alla guida del mezzo e delle forze necessarie al conseguimento di un successo.

 

Zingara che Legge i Fondi di Caffè

L’artista Paolo Melodia vince con la sua opera: ”zingara

il 1° Premio

Alla premiazione della terza edizione di

“arte e caffè”

 

presso la GALLERIA DEGLI ARTISTI

 

via Nirone, 1 angolo corso Magenta- Milano mm Cadorna

 

Venerdì 04 Febbraio alle ore 17.30

L’ONDA (2010)

Acrilico tela 100 x 100

 

In un presente del pianeta Terra in cui da più fonti scientifiche e non, ci parlano di cambio vibrazionale di modificazioni dell’asse terrestre, ecc, ecc; arriva “L’Onda”

E’ un’Onda di grande potenza rinnovatrice che ingloba in un rivoluzionario movimento che coinvolge la terra ed il cielo. Tutto diviene “UNO” nel “Qui ed Ora”.

 

La quasi staticità del primo piano del quadro, dove la sabbia sembra appena sfiorata dall’acqua, ci fa comprendere di restare fermi, pacifici, calmi e radicati in “madre terra”; pur nella solitudine di un mondo nuovo dove con poche ed antiche “pietre” inizierà una novella epoca.

 

Sopra le turbolente acque che rappresentano le nostre emozioni, sotto un cosmo che sembra precipitare anch’esso quaggiù con piroettanti luci di pensieri non ancora conosciuti, alla mente affiorano sia immagini del passato sempre presente ed anche proiezioni di un “fantastico futuro” collegato al cielo dalla “luce Divina” che fu, che è e sarà per sempre.

Arcangelo Michele (2011)

 

Acrilico su tavola telata 72 x 102

 

Quadro al momento in fase di perfezionamento

 

Omaggio all'arcangelo Michele.

 

Espressione della forza, con cui in ognuno di noi domina quegli elementi inferiori rappresentati dal demone, senza il governo dei quali, non è possibile nessun progresso personale o della collettività umana.

 

Nell'ambito della cultura Teosofica questa energia è manifestazione del Raggio Azzurro "Volontà e Potere".

 

Quindi l'Arcangelo non solo è personificazione del braccio destro del Cristo cosmico e come tale presente sempre nell'aiuto evolutivo dell'uomo, ma anche forza individuale essenziale per vincere la mente inconscia, così difficile da controllare, poggiando essa sul fuoco istintuale, emotivo, intestinale, tra le cristallizzazioni antiche di un retaggio che si è strutturato profondamente fin nel nostro d.n.a.

Luci di un Tramonto (2011)

 

Acrilico su tavola telata 82 x 58

 

Questo quadro, riprende uno degli innumerevoli e meravigliosi tramonti che posso vedere dalla mia terrazza affacciata sul panorama del Lago Maggiore.

 

La Natura da sempre è madre di tutti gli artisti...... e non c'è niente, ne un segno, ne un colore, con la cornice o senza la cornice, che non sia tratto dal suo grembo.

 

Io, in particolare sono sempre colpito dalla bellezza che mai stanca l'occhio o il cuore, per questo ho evitato di mettere i segni della civiltà umana, lasciando il paesaggio così come poteva essere quando ancora non si vedeva traccia dei nostri insediamenti.

la Fontana del Tempo (2011)

 

Acrilico su tela 80 x 100

 

Il quadro parte senza un soggetto preciso e la composizione cresce passo passo seguendo il filo dell’immaginazione.

 

Alla fine ne risulta un insieme ancora una volta significativo dal punto di vista dell’interpretazione simbolica, con alcuni riferimenti di natura alchemica: una qualche somiglianza della fontana al tema della quindicesima carta dei tarocchi, il solve et coagula, il vaso dell’opera etc. le ninfee sono sette etc..

 

Per accennare alla traccia dei pensieri seguiti nell’arco di tempo della realizzazione, il soggetto principale è il tempo che ci vincola ad ogni nascita sia maschile che femminile, sottoponendoci alla tortura di vedere nelle crepe delle statue la decadenza dei corpi, passaggio tormentato vissuto nelle nebbie della natura.

 

Tuttavia, lavaggio dopo lavaggio, purificazione dopo purificazione, possiamo risalire dalle profondità marine dove albergano i mostri dell’inconscio, fino a dominarli, del più temuto farne sgabello della nostra consapevolezza, tenere in mano il tridente di Poseidone (in questo caso il bastone è quello tipico del Dio Shiva) ed infine governare il nostro tempo.

 

Nel Maestro della fontana c’è un cenno allegorico all’Artista dell’ Opera e senza volerlo un richiamo forse autobiografico all’artista, difatti la necessità di un soggetto idoneo, mi ha portato quasi accidentalmente allo sviluppo di un autoritratto.

 

il Passaggio (2011)

 

Acrilico su tavola telata 86 x 67

 

Dedicato al momento in cui l’anima si spoglia degli abiti rivestiti in uno stato incarnato, ed affronta un nuovo passaggio per continuare il suo peregrinante viaggio verso altre dimensioni.

 

Ma, sono anche possibili passaggi di stato, cambiamenti di vita pari a metamorfosi psichiche, morti e rinascite nella medesima vita. Metamorfosi che necessitano una perdita di identità, un lasciare indietro gli indumenti logori della personalità.

 

Anche ogni notte ci si addormenta ed ogni giorno ci si risveglia, dopo aver attraversato un tunnel, un passaggio in uno stato diverso di coscienza di cui normalmente perdiamo coscienza.

E può inoltre rappresentare la capacità raggiunta di realizzare quell’abito di luce che ci permetterà di vivere con piena consapevolezza l’infinito fluire della vita.

 

L’insieme di questi aspetti, identifica lo stato di ricerca artistico e spirituale, di lavoro sulla propria psiche e sull’anima per essere pronti ad affrontare spazi di realtà diversi da questa.

L’oltre, dove i modelli per noi assoluti qui, ma già carenti nella capacità di spiegare la nostra esistenza, probabilmente sono inadatti se non addirittura incompatibili con la vita “integrale”.

NEL CUORE (2011)

 

Acrilico tela 100 x 88

 

Iniziato senza alcun progetto, con il solo intento di fare un quadro che avesse una tonalità rosa,

 

avevo l’impressione che mancasse come elemento di colore dei miei lavori precedenti.

 

Partito quindi con un fondo tutto rosa con sfumature varie, ho incominciato a trarre degli spunti dalle vaghe forme che vedevo dentro le nuvole di colore.

Dopo aver tratto qualche segno sulla tela, Maite (mia moglie) dice: “Sembra un fiume sotterraneo”.

 

Ed ecco che parte il quadro e le ombre vaghe che intravedevo, pian piano diventano quella grotta e quei cristalli.

Qualche giorno di lavoro prima di finire l’opera chiedo a Maite che titolo si potrebbe dare al quadro.

 

E lei: “Devi chiamarlo – NEL CUORE –”

 

Così, mi è venuto chiaro il senso di tutto il lavoro, portandolo a termine con una superiore chiarezza della luce che avrebbe dovuto avere dentro..

 

Nella possibilità, che la mia vita terrena duri ancora il tempo necessario, e possa perfezionare ulteriormente le capacità artistiche e cognitive, questa tela verrà sicuramente ripresa proprio in attesa di tale sviluppo, per essere portata al grado di tridimensionalità pittorica che deve avere.

Per il momento lo considero, come altre tele un canovaccio, un bozzetto avanzato che dal livello di semplice quadro deve diventare un opera vera.